Alessandro in missione

Negli anni di missione Alessandro ripete alla moglie: “Dobbiamo farci  piccoli  alla  scuola  dei poveri”;

 

e ancora: “Abbiamo Gesù nell’Eucaristia, dobbiamo vederlo e curarlo nei nostri fratelli!”.

 

Il suo amore per i poveri e gli ammalati del Brasile ha lasciato il segno, tanto che ancor oggi, dopo tanti anni, lo ricordano con nostalgia.

 

Aldenor, un  malato di lebbra assistito da Alessandro in un lebbrosario dell’Amazzonia, ricorda: Il dottor Alessandro era un uomo meraviglioso, non l’ho mai visto arrabbiato, era sempre allegro.

 

Dava consigli a noi ammalati e parlava molto con noi. Quando stavo male, veniva immediatamente a vedere cosa avessi.

 

Lavorava tutto il giorno, curandoci, e la notte, verso l’una, faceva il giro dei padiglioni del  lebbrosario  e  ci diceva: “Per qualsiasi cosa,  basta  chiamarmi.  Io sono qui per questo!”. Ci amava molto e aveva tanta pazienza. Era  un  uomo che  mi   faceva  sperare,  mi incoraggiava. Era  molto pio, molto caritatevole, era un uomo di Dio.”

 

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